il postumano

La vita non esiste

È molto bello qui, ma non ci sono gli animali, disse mentre camminavano nel punto più in ombra del sentiero. Lui rispose che in fin dei conti siamo tutti animali, e che non saranno quattro stracci a distinguerci da un cinghiale o da uno scoiattolo. Sottintendeva in realtà che questo esistere comprendeva inevitabilmente lo stare qui, in questo momento, il percorrere questo spazio in maniera cauta e serena, il guardarsi attorno, il parlare di questa rutilante e gelida mattinata come di una cosa da poco, un discorso come un altro. Qualcosa gli diceva come il suo agire nel mondo come componente del grande regno animale fosse vario e complesso come per tutte le altre bestie del creato. La natura crudele informava di un ubiquo e paradossale ecologismo assoggettato al regime dell’antibioticità: questo ennesimo anno nuovo non esiste, pensò, come non è esistito quello passato, come non esisterà il 2030, come non è mai esistito il tempo.

Il freddo gli attanagliava le mani dentro le tasche di un cappotto troppo leggero, e capì perciò che era un problema di linguaggio. Capì: e furono le mani a insegnarglielo, fu la pelle crepata dal gelo a inciderlo nell’inconscio, furono i piedi gelidi che calpestavano il terreno diaccio e silenzioso. Capì che il nome che dava alle cose aveva un rapporto complicato con la loro esistenza. E così, liberata dal suo nome, capì che la vita non esiste. Capì che non era mai esistita.

2 pensieri su “La vita non esiste”

  1. Brevi racconti, che denotano che chi scrive osserva gli altri per osservarsi più in profondità. Sono riflessioni ricche di spunti “umani” che mixano la dimensione filosofica, a quella storico-geografica ed esistenzialista.

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  2. So che sto per fare una richiesta non “in linea” con l’intento di chi scrive questi racconti però, pensavo sarebbe carino poter parlare di filosofia, di antropologia, di storia, di psicologia, di evoluzionismo (e di tanto altro). Sarebbe piacevole parlarne, per confrontarsi e per condividere argomenti che, molte volte, si sentono ma sembrano mai trattati a sufficienza. Si potrebbero fare infinite riflessioni, senza cadere nella banalità. Detto ciò, immagino anche la risposta: questo non è un blog però, peccato non si possano avere dei feedback personali.

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